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L'intera vicenda si snoda attraverso 96 puntate in Italia trasmesse in due periodi differenti: la prima serie arrivava
all'episodio 52, dall'episodio 53 cambiò anche il cast di doppiatori che risultò numericamente addiruttura inferiore
a quello già esiguo della prima serie. È una storia molto avvincente ed è sostanzialmente imperniata sulle azioni di
Kyoko e Godai che vestono il ruolo di assoluti protagonisti.
La narrazione dei fatti si apre con la presentazione del luogo dove i due protagonisti si incontrano per
la prima volta: una vecchia pensione nella periferia di Tokyo, chiamata Maison Ikkoku, abitata da un gruppo di strambi e
assurdi individui. Kyoko, dopo la prematura morte del marito Soichiro, ottiene dall'ex suocero
l'amministrazione della Maison Ikkoku e un appartamento al piano terra della pensione stessa.
Al suo arrivo, Kyoko non ha ancora 21 anni e, con la sua delicata bellezza, colpisce subito il cuore
di uno degli inquilini, il giovane e scapestrato studente Godai. Il ragazzo è alle soglie
dei 19 anni, pigro, ingenuo e incapace. Finite a stento le scuole superiori ora il giovane si
trova di fronte il ripido scoglio dell'università ed è solo, in una stanza presa in affitto,
circondato da alcuni inquilini che non fanno altro se non rendergli ancora più difficile la via
verso la laurea in Pedagogia.
Una di queste è la signora Ichinose, donna di mezza età, casalinga con un marito giramondo ed un figlio, Kentaro,
di 10 anni.
Un'altra è la signorina Akemi, ragazza sulla trentina, di dubbia morale, impiegata come cameriera in un piccolo
e squallido bar di periferia: il Chachamaru.
L'ultimo è Yotsuya, un individuo senza arte né parte, il cui lavoro è avvolto dal più fitto mistero, con strane idee per la testa riguardo all'esistenza stessa del tutto. È il
classico parassita che venderebbe l'anima al diavolo per il proprio tornaconto: un uomo privo di
ogni significato all'interno della società.
Queste tre persone, tuttavia, si trovano molto bene insieme poiché condividono lo stesso vizio: l'alcool.
Sono soliti trascorrere intere giornate seduti dove capita a ubriacarsi, dando un triste spettacolo
della loro condizione. In qualsiasi posto si trovino non hanno alcuna vergogna a mostrare i loro assurdi balletti,
i loro ridicoli e incomprensibili canti privi di organicità, le loro urla isteriche e la loro
allegria trangugiando in continuazione birra, sakè, vino, whisky o qualsiasi bevanda disponibile,
lasciando attoniti gli sfortunati spettatori della loro vergogna.
Kyoko si abitua a stento a questo mondo così dissoluto e squallido attaccandosi quasi subito a
Godai che ai suoi occhi appare come l'unico normale in quella pensione.
La ragazza, pur nascondendolo, si rende subito conto che Godai
è interessato a lei, ma il ricordo del marito la allontana da ogni tentazione.
Per lei lo svampito studentello non è che un amico molto più giovane che ha bisogno delle sue cure "materne".
L'iniziale rapporto tra i due protagonisti, quindi, è un rapporto di affetto che, tuttavia, è destinato
a crescere con il passare degli anni. In ogni caso, Godai non ha la strada spianata verso la conquista
del cuore di Kyoko; su quella via camminano anche tre figure che direttamente o indirettamente ostacoleranno
i progetti del nostro eroe.
Uno è il giovane maestro di tennis di Kyoko, Shun Mitaka, che, facendo presa sul
proprio fascino e la propria ricchezza, è convinto di poter sposare la ragazza senza particolari sforzi.
Mitaka è un rivale assai pericoloso per Godai e lo studente ne è a conoscenza, tuttavia egli non
riuscirà mai a levarselo di torno e dovrà subentrare un colossale e sfortunato equivoco affinché
tutto si sistemi in favore di Godai.
Un altro ostacolo sulla via del successo è rappresentato da
Yagami, giovane ragazza liceale, pronta a tutto per conquistare il cuore del nostro eroe.
Yagami, in realtà, nonostante scappi ripetutamente di casa per vivere con Godai, o inventi
trucchi e raggiri per rimanere il più tempo possibile con il suo amato supplente, non
rappresenterà mai un vero pericolo per il rapporto d'amore tra i due protagonisti.
Infatti, quando tutti gli avvenimenti iniziano a prendere una piega definitiva, Yagami
scomparirà totalmente dalla scena, lasciando le armi in mano agli altri antagonisti.
La terza figura che si contrappone al rapporto Godai-Kyoko è Kozue, giovane studentessa
universitaria, innamorata anch'ella di Godai. Per tutta la serie, la ragazza è convinta di
essere ricambiata da Godai che, a causa della sua snervante inettitudine, non riesce a spiegarsi.
Kozue, comunque, in forza di questa convinzione, si farà seriamente pericolosa alla fine della
storia rischiando di compromettere il rapporto tra Kyoko e Godai.
È altrettanto vero che il suo inopportuno intervento riesce a sconvolgere gli equilibri da
poco creatisi, ma non è affatto determinante ai fini della conclusione.



Esaurita la presentazione dei personaggi principali,
è opportuno rivolgere l'attenzione allo stile del racconto che,
essendo così lungo (circa 35 ore e 15 minuti, il ciò equivale al tempo che ci impiega un lettore
mediamente rapido a leggere un libro di oltre 1200 pagine!!), si presta ad un'analisi precisa
e accurata.
Per quanto riguarda il TEMPO non è difficile notare come esso cambia nelle due serie.
Nella prima (52 puntate) il tempo della storia (TS) è di 4 anni, mentre nella seconda è ridotto
della metà, neanche 2 anni. È quindi evidente che il tempo del discorso (TD) coinciderà molto
poco con il TS della prima serie e molto di più con quello della seconda.
In particolare, nelle ultime 15-20 puntate, TS e TD coincidono perfettamente.
È normale che quest'ultima affermazione non corrisponda pienamente alla verità, poiché il
TS farebbe riferimento anche al trascorrere della notte, nonché ad innumerevoli altre cose
perfettamente inutili da nominare perché non sono affatto importanti né ai fini della storia
in sé, né allo scopo di interessare gli spettatori. Con questa buona approssimazione, quindi,
possiamo affermare che, quando le puntate sono organicamente concatenate, TS e TD coincidono.
Passando ad esaminare i LUOGHI non serve una particolare memoria visiva, visto che tutte le
vicende più importanti si svolgono alla Maison Ikkoku. Se si escludono infatti alcune puntate
(non più di una decina) nelle quali i protagonisti sono o in vacanza (e quindi fuori da Tokyo)
o impegnati in qualche attività particolare, il cerchio degli avvenimenti ha un raggio piuttosto
limitato, come si vede qui sotto:
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| MAISON IKKOKU |
| UNIVERSITÀ DI GODAI |
BAR CHACHAMARU |
| CIMITERO |
GIARDINO DI INFANZIA |
| CAMPO DA TENNIS |
LOCALE "CABALET" |
| SCUOLA E CASA DI YAGAMI |
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La limitata varietà dei luoghi presentati circoscrive l'azione e rende tutto più familiare.
Ci si affeziona facilmente alla piccola e semplice Maison Ikkoku così come ci si abitua
piacevolmente ai locali del "Cabalet" o del "Chachamaru". La vicenda si fa più "intima"
e anche i sentimenti dei vari personaggi risultano più chiari poiché sono inseriti in ambienti
che lo spettatore conosce bene e con i quali è abituato a "convivere".
Veniamo ora all'AZIONE che, considerando l'uso di molteplici dettagli, risulta abbastanza realistica.
La cura minuziosa dei particolari non solo dell'aspetto dei personaggi, ma anche del paesaggio
rendono le vicende particolarmente vive ed entusiasmanti. Tuttavia ci sono alcune macchie che
tolgono quel realismo quasi impeccabile che Cara, dolce Kyoko tenta di ostentare.
Innanzitutto certi comportamenti dei tre vergognosi inquilini, tenuti senza pudore in pubblico, non vengono
mai "sanzionati" da nessuno: non sono mai cacciati via dai locali, o allontanati dai luoghi dove
dovrebbe regnare almeno un minimo di buon senso quali stazioni, piscine, hotels, spiagge ecc...
Ma ciò che più compromette il realismo è l'inesatta concatenazione di certi eventi. Alcune frasi
o comportamenti tenuti dai personaggi in qualche puntata, che paiono importanti al fine della
vicenda, vengono totalmente ignorate negli episodi successivi e, tranne in rare occasioni,
sembrano fare storia a sé. Un esempio particolarmente efficace è offerto dalla puntata nella
quale Kyoko, con grande decisione, rivela a Mitaka che è intenzionata a sposare Godai non appena
questi si fosse laureato. Questa affermazione, però, viene assolutamente cancellata e nelle
puntate successive nulla si svolge concordando con questa importantissima decisione.
In altri casi, i personaggi sembrano ignorare o essere tenuti all'oscuro su concetti espressi da loro
stessi in qualche episodio precedente. Se la serie fosse rivolta ad un gruppo di bambini molto
piccoli non sarebbe necessario muovere tutte queste critiche. Il fatto è che la serie, con tutto
il suo simbolismo, il suo linguaggio preciso e accurato, i suoi contenuti densi e tortuosi, la
sua accuratezza nei particolari stilistici e la sua complessità di intreccio pare ricercare un
pubblico di ragazzi certamente più grandi, in grado di cogliere alcune banali incongruenze.
Concludendo mi pare giusto ricordare anche i lati positivi dell'opera animata che, nonostante
tutto, sono moltissimi. La psicologia dei personaggi, innanzitutto, è sottilmente analizzata e
per ognuno di loro si potrebbe scrivere un ampio e organico quadro critico. La vicenda poi è
ricca di pathos e di colpi di scena che la rendono gradevole ed avvincente.
Sicuramente Maison Ikkoku - Cara, dolce Kyoko è la serie animata per adolescenti più riuscita ed apprezzata
dal pubblico poiché unisce l'estrema innocenza del linguaggio ad una profonda malizia
comportamentale: non è celato il vizio del fumo, tantomeno quello dell'alcool, i desideri
sessuali, la vergogna nei locali notturni, delle prostitute, delle famiglie in crisi, lo
squallore dei tanti ambienti malfamati e l'ipocrisia della società ben pensante.
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| Il giudizio di Emanuele Minasso |
| INTRECCIO |
8 |
| SIMBOLI |
8 |
| DOPPIAGGIO |
9 |
| STILE |
8+ |
| UMORISMO |
7.5 |
| SFONDI |
8 |
| DETTAGLI |
9 |
| PERSONAGGI |
8.5 |
| COMPLESSIVO |
8 |
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Il riassunto critico di Maison Ikkoku
è stato realizzato da: Emanuele Minasso
© 1998 - Tutti i diritti riservati