Scritto da: Godai-kun
che cura la Guida Italiana a Maison Ikkoku
http://www.geocities.com/Tokyo/Towers/3802/guida.htm
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Maison Ikkoku arriva in Italia in
versione animata nel 1991 (la serie si era conclusa in Giappone
nel 1988). L'importatore è la famosa DORO TV, già responsabile
dell'arrivo in Italia di molti anime di successo.
La DORO TV concede la serie a
Junior TV, un network a livello nazionale che
raggruppa varie tv locali con un palinsesto specializzato nell'intrattenimento
dei giovani e giovanissimi, principalmente per mezzo di cartoni animati
(per la maggior parte di provenienza nipponica).
Partita un po' in sordina, in quanto pochi conoscono la storia originale
per la mancanza di informazioni sul manga originale e anche perché il
pubblico è attirato da altri anime di successo che vengono trasmessi in
quel periodo, ben presto però Maison Ikkoku
acquista una fetta di appassionati telespettatori.
Alcune note sull'adattamento operato dalla
DORO TV.
Innanzitutto la serie viene ribattezzata "Cara Dolce Kyoko"
con sottotitolo "Maison Ikkoku". Anche se a molti questo
nome non piace, preferendo a ragione l'originale, va apprezzata comunque la presenza di
quest'ultimo come sottotitolo.
E tra l'altro la grande maggioranza del pubblico identifica ancora oggi la
serie con il titolo italiano.
Per quanto riguarda il doppiaggio (effettuato dalla CRC, Compagnia
Realizzazioni Cinetelevisive, ROMA) bisogna osservare che vanta la presenza
di ottimi doppiatori, tra i quali spiccano le ottime performance di
Monica Ward (Kyoko, Kentaro e molte parti secondarie costituite
principalmente da bambini), Alessio Cigliano
(Godai, Soichiro - il cane e l'ex marito di Kyoko -),
Silvia Caroli (Akemi, Ikuko),
Daniela Caroli (Ichinose),
Giorgio Gusso (Yotsuya).
A mio avviso Monica Ward è perfetta nel ruolo di Kyoko,
riuscendo a rendere alla perfezione tutte le sfumature del suo carattere, dalle
espressioni comiche o infantili al tono serioso e malinconico nei momenti
di sconforto o di difficoltà.
Magistrale anche l'interpretazione di Alessio Cigliano,
anch'egli in grado di assumere senza difficoltà le molte espressioni di Godai, dalle smorfie
di sorpresa (tipiche nei momenti in cui il malefico trio è in azione) alle
espressioni da duro (frequenti nei suoi sogni) ai momenti di imbarazzo e
timidezza nei confronti di Kyoko.
Senza dimenticare che Godai è anche il narratore fuori campo che
interviene spesso a commentare le fasi più significative della storia, e
anche in queste situazioni Alessio dimostra la sua bravura.
Anche agli altri personaggi principali vengono abbinate voci azzeccate, così
per Ichinose, Yotsuya e Akemi (evidentemente le voci non sono assegnate a
caso, ma tenendo presenti le originali giapponesi).
Se vogliamo l'unica pecca (purtroppo non da poco) del doppiaggio è la
presenza di un cast di doppiatori numericamente inferiore rispetto alla
quantità di personaggi (e Maison Ikkoku, come tutte le serie della
Takahashi, ha un gran numero di personaggi tutti a loro modo importanti per
la storia).
Questo costringe i doppiatori a interpretare più ruoli a testa, riuscendo
comunque molte volte a dare toni di voce diversi ai vari personaggi, così
da non dare eccessivo fastidio (perlomeno all'orecchio del telespettatore
medio).
Altra pecca del doppiaggio è il cambio delle voci di vari personaggi in
alcuni episodi (in effetti in qualche episodio Ichinose, Akemi, Kozue hanno
voci diverse rispetto al solito, e così anche altri personaggi minori
quali la madre e il padre di Kyoko o la nonna di Godai, anzi persino Yusaku
nell'episodio 26 verso la fine viene doppiato da un'altra persona che per
inciso è il doppiatore che sostituirà Cigliano in via stabile
dall'episodio 53 - Sergio Luzi -).
C'è da dire comunque che questi difetti sono presenti anche nelle altre
serie animate della DORO TV, e sono dovuti sicuramente a motivi di
contenimento dei costi di doppiaggio.
Per quanto riguarda l'adattamento nello specifico, va apprezzata la
mancanza di censure sia nelle immagini che nei dialoghi (cosa comunque
abituale anche per le altre serie della DORO TV) e la presenza delle
bellissime sigle originali.
Unico "taglio" è quello relativo
all'eyecatch (lo stacchetto superdeformed
che introduce lo stacco pubblicitario a metà episodio) e alla preview
dell'episodio seguente, che si trova alla fine di ogni puntata prima della
sigla, e dove di volta in volta i vari protagonisti (anche se il più delle
volte è Kyoko a parlare) danno delle anticipazioni sull'episodio successivo,
mentre scorrono alcune immagini relative (in alcuni degli episodi la preview
è stata mantenuta, ma senza commento audio).
Altri aspetti sono sicuramente negativi.
Così è per la mancanza di sottotitoli di traduzione alle molte scritte in
giapponese (spesso importanti per una migliore comprensione della storia).
Ci sono inoltre vari errori nel doppiaggio, alcuni occasionali, altri
duraturi. Un breve elenco dei più importanti:
Soichiro viene pronunciato "Soisciro"
invece del corretto "Soiciro"
Ichinose viene pronunciato "Ichinose"
invece del corretto "Icinose"
Godai è il cognome,
Yusaku il nome, mentre gli adattatori italiani
fanno passare come nome proprio Godai (e lo faranno chiamare pure
Godai Yukari in qualche episodio)
La nonna di Yusaku si chiama Yukari Godai,
e a causa dell'errore appena menzionato Yukari viene fatto passare come il suo cognome
Ci sono varie volte discrepanze tra i dialoghi originali e quelli
della versione italiana, che sembrano dovuti comunque alla fretta, più che a una intenzione
di modificare e/o censurare l'originale.
Vengono tolti riferimenti a caratteristiche e nomi legati al mondo
nipponico che sarebbero risultati incomprensibili alla maggioranza
del pubblico (ad esempio il nome dei cibi tradizionali o il nome delle
festività giapponesi) rendendoli con termini più vicini al pubblico
italiano (questa è comunque una scelta quasi obbligata degli adattatori,
che devono rendere fruibile la serie a un pubblico diverso da quello per cui
era stata pensata, e non intacca comunque la comprensione della storia,
salvo in alcuni specifici episodi).
Ritornando alla trasmissione della serie su Junior Tv,
una brutta sorpresa aspettava i fans di Maison Ikkoku, in quanto la serie venne interrotta
all'episodio 52 in un punto quanto mai topico della trama,
che veniva lasciata completamente in sospeso (mancavano d'altro canto ben 44 episodi
all'epilogo).
Questa non fu una decisione della DORO TV
legata a scarso successo di pubblico, bensì una sua politica commerciale effettuata a monte.
Visto che in quel periodo era rischioso importare serie tv di eccessiva
lunghezza senza essere certi del riscontro positivo del pubblico,
la DORO si cautelava acquistando le serie a "pezzi", riservandosi in
caso di successo di pubblico a portare in Italia anche gli episodi
rimanenti.
Nonostante questo per tutti quelli che seguirono con entusiasmo le avventure
di Godai e Kyoko l'interruzione della serie fu un duro colpo (soprattutto
molti non erano nemmeno al corrente dell'esistenza degli altri episodi,
e pensavarono quindi di aver assistito a una improbabile ultima puntata).
Sarebbero mai arrivati in Italia i rimanenti episodi di
Maison Ikkoku?
La risposta a questa domanda arrivò nel 1993,
anno in cui vennero replicati, sempre su Junior Tv,
i primi 52 episodi, a cui fecero però seguito i rimanenti episodi inediti.
Purtroppo ci fu un cambio totale dei doppiatori dall'episodio 53 in poi.
Una cosa che sicuramente disorientò non poco i fans.
Da notare inoltre l'inferiorità tecnica e interpretativa dei doppiatori
del secondo blocco di episodi, i quali non reggevano il confronto coi
precedenti (ed in effetti tutti i vecchi doppiatori risultano vincitori
nel confronto diretto con i nuovi, almeno a mio parere).
Unica nota positiva è la voce di Kyoko, tutto sommato adatta a un
personaggio più adulto e serio quale è la Kyoko della seconda parte
dell'anime, anche se purtroppo la capacità recitativa della doppiatrice è
scarsa e peraltro spesso si è costretti ad alzare il volume del televisore
perché le battute hanno un tono di voce troppo basso.
Una cosa simpatica è stato il ripristino dell'eyecatch (la scenetta
superdeformed a metà episodio, usata per introdurre lo stacco
pubblicitario).
Purtroppo per motivi oscuri le ultime due sigle della serie (ovvero
"Hidamari" - eps. 74-96 - e
"Begin the night" - eps. 74-96 -) non sono state
trasmesse, mantenendo le precedenti sigle
(cioè "Sunny shiny morning" e
"Sayonara no dessin").
Sono stati corretti alcuni errori, in particolare la pronuncia di
"Soichiro" è stata corretta giustamente in
"Soiciro", ma lo stesso non è stato fatto per
"Ichinose".
Per il resto, l'adattamento ha seguito i medesimi dettami già impressi nei
primi 52 episodi.
In conclusione, credo che possiamo ritenerci fortunati
di aver visto un capolavoro del livello di Maison Ikkoku integrale e con un adattamento
tutto sommato discreto, con una buona fedeltà dei dialoghi (salvo qualche
caso) e la presenza delle bellissime sigle originali.
Altrove (e i cugini francesi ne sanno qualcosa) non è stato così.
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