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Ammettiamolo. Certe situazioni le abbiamo vissute tutti, indipendentemente da come si siano evolute in seguito.
I giorni trascorsi a scuola tornano sempre alla mente sotto forma di ricordi dolci, amari o divertenti, ma sempre ben definiti e piacevoli.
Comunque siano andate le cose. Chi sta vivendo in questo momento il periodo delle interrogazioni e dei compiti in classe magari non se ne accorge
nemmeno, ma è proprio in questi anni che i sentimenti si evolvono, che si scopre l'esistenza di qualcosa che differisce molto sia dall'amicizia,
sia dall'affetto per i genitori e per i familiari.
Si tratta dell'amore, di quel sentimento che ha fatto versare fiumi d'inchiostro e torrenti
di note a scrittori e musicisti, e che arriva almeno una volta nella vita di ognuno di noi a portare un piacevole scompiglio.
Il considerare meno importante questo sentimento quando nasce in un adolescente è un luogo comune a cui siamo tutti abituati: gli adulti la chiamano
'cottarella', e scherzando fanno battute sul 'fidanzatino' e sulla 'fidanzatina'. Ebbene, come ci mostrano i protagonisti
di questo romanzo, non è detto che un amore nato fra i banchi di scuola non possa durare nel tempo. Se pure così non fosse, le sensazioni che si provano
in quei momenti sono comunque in grado di travolgerci indipendentemente dall'età, e pertanto sono da considerarsi importanti.
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Nel 1984 un autore quasi esordiente di nome Izumi Matsumoto
decise appunto di pubblicare sulle pagine della rivista 'Jump'
una commedia scolastica semplicissima in un fumetto che, in poco tempo, divenne uno dei
serial più amati degli anni Ottanta. |
| Izumi Matsumoto (foto del 1993) |
Chi volesse visitare il sito di
Izumi Matsumoto puo farlo all'indirizzo: http://www.comic-on.co.jp/.
Oltre alla versione giapponese è disponibile anche quella in inglese.
Due parole è rigorosamente necessario spenderle anche per Kenji Terada
e Takayuki Goto.
Kenji Terada, nato a Tokyo, è laureato all'università di Waseda. Tra i suoi romanzi più famosi
ricardiamo Final Fantasy e Dark Wizard.
Ha lavorato come sceneggiatore alla serie televisiva di Kimagure Orange Road
e ha collaborato alla realizzazione dei tre romanzi di SHIN KOR.
Takayuki Goto, nato nel 1960, è un animatore. Ha lavorato al film animato per il grande
schermo di Kimagure Orange Road, alla serie TV
Akai Kodan Zillion e agli OVA di Video Girl Ai.
Ha inoltre collaborato alla realizzazione del terzo romanzo di SHIN KOR.
Kappa Magazine - Per iniziare, ci può dare qualche suo dato anagrafico?
Izumi Matsumoto - Sono nato il 13 ottobre 1958 a Takaoka, nella provincia di Toyama. Forse non
lo sapete, ma molti altri autori di fumetto sono nativi di questa provincia, come i maestri Fujiko-Fujio.
Uno dei due, che è anche l'autore di Doraemon, ha frequentato le stesse scuole elementari,
medie e superiori che ho fatto io.
KM - Crede che l'ambiente in cui è
cresciuto abbia influenzato il suo lavoro?
IM - Be', avendo vissuto in un paese del nord, con tutta la neve
che c'è in inverno, credo che non esista altro passatempo che disegnare fumetti, standosene al
caldo del kotatsu (tipico riscaldamento giappponese).
Per cui, penso che il mestiere del fumettista sia proprio adatto agli abitanti del nord.
Forse esistono più autori di fumetti a nord del Giappone che in tutto il resto del paese.
KM - Ma Izumi Matsumoto è il suo
vero nome?
IM - No, è il mio nome d'arte. Quello vero è Kazuya Terashima.
KM - Da cosa nasce questo nome d'arte?
IM - Inizialmente sarebbe dovuto essere uno pseudonimo in comune
fra me e un mio amico, dato che lui avrebbe scritto le storie e io le avrei disegnate.
Volevamo un nome che ricordasse qualche città del Giappone: inizialmente pensammo a Shibuya e
a Osaka, ma poi ha prevalso la città di Matsumoto, per noi la più facile da ricordare.
Per quanto riguarda il nome, Izumi, proprio nel periodo in cui pensammo di diventare
fumettisti uscì un film che ci piacque moltissimo, intitolato Sailorfuku to Kikanju
(Divisa da marinaretta & mitra) e interpretato dall'attrice Hiroko Yakushimaru: nel film si
chiamava Izumi, e quel nome ci sembrò molto carino.
In più, avevamo intenzione di scegliere un nome che creasse dei dubbi sul sesso dell'autore,
perciò lo scegliemmo senza indugiare troppo.
KM - Qual è stata la scintilla che ha fatto scattare in lei la voglia di disegnare?
IM - Da piccolo mi piaceva sia leggere, che disegnare i fumetti, ma fu dal sesto anno delle
elementari (1970), che iniziai a fare i primi scarabocchi nei quaderni. Già in quegli anni,
cercavo di disegnare i fumetti delle riviste 'Jump', 'Magazine', 'Sunday', ma erano troppo
difficili per me. Credo di appartenere alla prima generazione cresciuta assieme a 'Jump'. Ho
letto fin dall'inizio sia Kujira Daigo (Daigo la balena) che Otoko Ippiki Gakidaisho
(il capo solitario dei monelli), ma soprattutto mi piaceva Harenchi Gakuen (La scuola
sporcacciona): penso perciò di aver iniziato a disegnare fumetti dopo aver letto i manga del
maestro Go Nagai.
KM - Qual è stata la causa diretta che l'ha spinta a diventare un fumettista?
IM - Come molti altri ho sottoposto i miei disegni all'attenzione della Shueisha. All'epoca
c'era un concorso per aspiranti fumettisti chiamato 'Premio Fresh Jump' (ora si chiama 'Hop-Step')
e io ci partecipai con un mio lavoro; quella era la prima volta che incontravo un redattore.
Lui lesse il mio fumetto e, dopo avermi dato qualche consiglio per migliorarlo, lo presentò al
suddetto concorso.
KM - Si è trasferito a Tokyo con l'intenzione di diventare un fumettista?
IM - No. Fu dall'età di 22 o 23 anni che pensai di diventarlo seriamente. Fino ad allora questo
mestiere rappresentava per me un sogno remoto, più o meno come diventare una stella del cinema.
A Tokyo venni soltanto per studiare disegno e frequentare la scuola di moda. Successivamente,
però, mi ritenni abbastanza adatto alla carriera di fumettista e quindi cominciai a disegnare
veri e propri episodi.
KM - Con quale fumetto ha debuttato?
IM - Kimagure Orange Road è stata la mia prima opera a puntate, ma
il debutto vero e proprio fu Milk Report (1982), pubblicato su una
rivista intitolata 'Fresh Jump' (ora diventata 'Jump Special') che presentava i lavori degli
esordienti. Ultimamente è stata inserita nella mia raccolta di storie brevi intitolata
Graffiti. Era la storia di un ragazzo con gli occhiali, sempre
incollato alla madre.
KM - Kimagure Orange Road ha avuto un grande successo e l'ha resa
di colpo famoso. Può raccontarci come è nato questo manga?
IM - All'inizio disegnavo soltanto fumetti umoristici. All'epoca ne esistevano parecchi e
tuttavia molti divertenti, come Gaki Deka (Il monello piedipiatti) del maestro
Tatsuhiko Yamagami, Stop Hibari Kun (Fermati, Hibari) del maestro Hisashi Eguchi, e
così via... Mi piacevano molto quel genere di storie e le disegnavo anch'io con piacere. Anche
il mio Milk Report era umoristico, e benché avessi tentato più
volte la strada del fumetto umoristico, non ebbi mai molto successo. Fu così che un redattore
mi consigliò di tentare con un altro genere, magari facendo in modo che la protagonista fosse
una ragazza. Insieme decidemmo che avrebbe dovuto essere una sorta di love story, anche perché
in quel momento avevo intenzione di sperimentare qualcosa di nuovo.
KM - E' stato difficile caratterizzare i personaggi, all'inizio?
IM - No, non molto. Più che altro, essendo stato un esordiente, era un grosso problema per me
creare una storia completamente nuova. Ma il solito provvidenziale redattore mi suggerì di
ubbidire unicamente ai miei sentimenti, e fu così che inventai Madoka, che rappresenta la
ragazza dei miei sogni.
KM - Allora Madoka Ayukawa a qualcosa a che fare con il suo primo amore?
IM - Be'... Dato lo scarso successo che ho sempre avuto con le ragazze, lei rappresenta, per
così dire, la mia donna ideale.
KM - Kimagure Orange Road ha avuto un grande successo in Italia
nella versione a cartoni animati. Però ha dovuto subire molti tagli a causa delle scene piccanti,
e addirittura sono stati saltati due interi episodi. Cosa ne pensa di questo trattamento?
IM - Di paese in paese cambiano i regolamenti e le norme sui programmi per bambini, perciò
penso che non ci sia nulla da fare. Solo che, per quanto riguarda Kimagure Orange Road
(da ora in poi KOR), gli elementi piccanti non erano affatto messi
in evidenza. Vorrei che tutti potessero godersi il cartone animato senza alcuna inutile censura.
KM - KOR è rivolta soprattutto agli adolescenti. Eppure troviamo
risvolti particolari, come l'omosessualità di Akane, follemente innamorata di Madoka. Perché
questa scelta?
IM - Dal punto di vista tecnico, è stato soltanto per rendere più divertente la storia.
L'omosessualità di Akane non è quella che intendono gli adulti, ma si tratta di un sentimento
che una ragazza può provare nell'adolescenza prima di iniziare a provare interesse per l'altro
sesso. Questo perché, pur essendo interessata ai ragazzi ha un po' di paura e di conseguenza
è attirata da persone del suo stesso sesso. Questa è la mia analisi personale.
KM - Kyosuke fa parte di una famiglia dotata di poteri paranormali. Può spiegarci l'origine
di questi poteri?
IM - A dire il vero, avevo pensato a una storia che però non ho mai rappresentato nei fumetti.
Alla fine di KOR avrei voluto inserire un episodio in cui i
protagonisti vanno a visitare il villaggio dei nonni, e insinuare nei lettori il sospetto che
tutti gli abitanti di quel villaggio fossero dotati di poteri ESP; probabilmente avrebbero
dovuto essere aborigeni di origine extra-terrestre!
KM - In molti si chiedono che fine abbia fatto la madre di Kyosuke...
IM - Ho supposto che fosse morta, e nel fumetto ho anche rappresentato la sua tomba. Per quanto
riguarda le cause della morte, anche qui c'è sotto una storia che non sono mai riuscito a
disegnare: in breve, è morta di parto. Ho ripensato ad alcuni racconti fantascientifici che
avevo letto, e così ho immaginato che i miscugli genetici di razze differenti (aborigena
extra-terrestre e terrestre) potessero creare problemi durante il parto, con il 50% di
possibilità che la madre morisse: i bambini nati da questo incrocio avrebbero comunque avuto
poteri paranormali. Immaginate quindi il possibile seguito: se Kyosuke dovesse sposarsi con
Madoka e avere figli con lei, la ragazza rischierebbe la morte! Sarebbe un finale tragico,
ma se dovessi decidere di disegnare il seguito di KOR, è molto
probabile che inserirò un episodio del genere.
KM - Ci ha spiegato che Madoka rappresenta la sua donna ideale. Ma per quanto riguarda il suo
carattere, ha preso spunto da qualche persona che conosceva?
IM - Quando iniziai a lavorare a KOR, nel 1984, una cantante di
nome Akina Nakamori stava ottenendo un grande successo. Fino ad allora tutte le cantanti
avevano sempre sfoggiato visi e mode da brave ragazze, ma questa aveva l'aria da teppistella.
Fu proprio la sua diversità che mi colpì. Neanche tra i fumetti esisteva una protagnista con
un carattere così ribelle, e anche se mi sembrava impossibile che potesse essere amata dai
lettori, rimasi talmente impressionato dal carattere di Akina Nakamori che mi venne una gran
voglia di creare un personaggio che avesse il suo stesso atteggiamento.
KM - Dopo KOR è stata la volta di Sesame Street.
Ci può raccontare come è nata quest'opera e se continuerà ancora?
IM - Per il momento la sua pubblicazione è ferma, ma non la considero affatto un opera completa,
anzi, vorrei continuarla appena possibile. Mentre disegnavo KOR
mi ero un po' annoiato e mi era venuta voglia di creare qualcosa di nuovo. Pur essendo presenti
gli elementi tipici della commedia amorosa, considero Sesame Street
come uno sceneggiato con storie di vita familiare. Forse paragonando Chitose (una delle
protagoniste) a Madoka, Keiki Fujiya a Kyosuke Kasuga, oppure Karin a Hikaru, si possono notare
delle similitudini, ma la mia intenzione era quella di creare un fumetto in cui tre personaggi
potessero essere contemporaneamente protagonisti in ugual modo. Perciò non c'è bisogno che si
sviluppi un triangolo amoroso fra di loro, e ogni personaggio può scegliere la propria strada.
Per esempio, Chitose potrebbe benissimo avere un altro fidanzato, e gli altri due essere
innamorati l'uno dell'altra.
KM - In Graffiti c'è, in un certo senso, tutta la sua carriera.
Ma il suo stile è in continua evoluzione. Cosa ci riserverà il futuro?
IM - Vorrei migliorare la mia grafica. E' proprio questo che mi fa soffrire di più: a causa
del continuo progresso tecnologico, i mezzi di espressione degli autori cambiano di continuo,
specialmente in Giappone. Vorrei tanto riuscire a rimanere al passo coi tempi...
KM - Di quali autori seguiva l'esempio all'epoca del suo debutto?
IM - Ce n'erano talmente tanti che è difficile nominarne soltanto uno, comunque mi piacevano
moltissimo i disegni del maestro Hideo Azuma e i fumetti del maestro Hisashi Eguchi, molto
belli e pieni di personalità. Credo che questi due artisti mi abbiano influenzato in modo
particolare. Per quanto riguarda i progressi tecnologici, ora sto usando il programma Photo
Shop per il computer Macintosh. Mi piace molto disegnare con il computer, e ho intenzione di
usarlo per creare tutte le nuove tavole a colori del mio prossimo manga, anche se in realtà
sono soltanto pochi mesi che sto usando il computer con l'aiuto di un esperto...
KM - Pare che occorra molto tempo per dipingere con il computer...
IM - No, al contrario: dipingendo normalmente, è impossibile modificare un lavoro finito; con
il computer, invece, una volta abituati, si può cambiare come e quando si vuole, e molto
velocemente. Credo che l'elaboratore consenta maggiore capacità d'espressione.
KM - Generalmente si avvale di assistenti, oppure da quando usa il computer, ne può fare a meno?
IM - Per quanto riguarda l'elaboratore, occorrono persone che sappiano usarlo. Per KOR
disponevo di cinque assistenti, mentre per Sesame Street, dato che
non dovevo disegnare molte tavole, mi bastavano una o due persone al massimo.
KM - Di quale altro strumento si avvale, oltre al computer, per disegnare?
IM - Esistono alcuni trucchi del mestiere. Sono in molti ad usare la fotocopiatrice, e lo
stesso vale per me. Per gli sfondi, ricalcando una foto si possono ottenere dei risultati
eccellenti e molto realistici. Per un fumettista è importante sia la qualità dei disegni, che
il tempo impiegato a realizzarli. Perciò cerco sempre di disegnare nel modo più razionale
possibile. Utilizzando le foto, però, è necessario realizzarne in proprio per eliminare il
problema del copyright. Quando ho tempo le faccio da solo, altrimenti chiedo alla redazione di
procurarmele.
KM - Torniamo a KOR: nell'ultimo volume giapponese, il 18° (il
25° di Star Light in Italia), lei ringrazia alcuni autori per il loro contributo, fra i quali
c'è Katsuhiro Otomo...
IM - Salvo il maestro Otomo, sono tutti amici e colleghi che lavoravano per la mia stessa
rivista. Li ho ringraziati perché quando mi trovavo in difficoltà per mancanza di tempo,
chiedevo aiuto a loro per disegnare le parti che gli assistenti non erano in grado di fare,
cioè i personaggi. Per quanto riguarda Otomo, più che un collaboratore è il mio maestro
spirituale, in quanto ogni volta che disegnavo, tenevo i suoi disegni davanti ai miei occhi
come incoraggiamento.
KM - Oltre al suddetto maestro, quali autori giapponesi ammira?
IM - Mi piacciono molto le opere di Rumiko Takahashi (Ureseiyatsura, Ranma 1/2),
così come quelle di Mitsuru Adachi (Touch, Miyuki) e Hisashi Eguchi. Tra gli
attuali, ammiro molto Yuzo Takada (3x3 Occhi) e Kazushi Hagiwara (Bastard!) che
era un mio assistente.
KM - Ha qualche occasione di vedere le opere occidentali?
IM - In Giappone non sono molto reclamizzati gli autori occidentali, per cui se voglio ammirarli
devo andare a cercarmeli da solo. Comunque mi piaccono molto le illustrazioni di H. R. Giger
(il creatore grafico del mostruoso Alien), anche se non è proprio un fumettista; poi,
un discorso a parte per Moebius, apprezzato da praticamente tutti gli autori giapponesi...
credo di aver subito molto la sua influenza, inconsapevolmente.
KM - Cosa pensa dell'operato di Akemi Takada, che si occupò della trasposizione in cartoni
animati di KOR?
IM - Inizialmente mi preoccupava molto il fatto che questa trasposizione dovesse essere
realizzata da un'altra persona. Poi fui tranquillizzato dall'ottimo lavoro della bravissima
Akemi Takada, che aveva già operato nella versione animata di Ureseiyatsura e in altri
anime di successo. Gli schizzi preparatori mi piacquero subito. La sua linea mi sembro dolce
e femminile, i colori scelti con gusto... credo proprio che abbia creato un nuovo stile di
disegnare Madoka, quello che mancava a me.
KM - Lasciando da parte il lavoro, ha qualche altro hobby oltre i fumetti?
IM - Adoro la musica: da giovane misi su un piccolo complesso con alcuni miei amici. Ora però
non ho tempo per dedicarmi a questo hobby, perciò mi accontento di andarmene in giro in auto...
Mi piacerebbe avere una Ferrari, ma è talmente cara che non credo riuscirò mai a comprarla.
Comunque possiedo una NSX, l'auto giapponese più simile alla Ferrari.
KM - Anche i suoi fan italiani attendono con ansia una sua nuova opera: ha qualche progetto
in mente?
IM - Ne sto preparando una nuova a puntate, da inserire su 'Super Jump', la rivista sulla
quale era pubblicata Sesame Street. KOR
era ambientata in un'epoca contemporanea, mentre questa nuova storia sarà di tipo fantascientifico.
La protagonista sarà una ragazza del 3030 che torna indietro nel tempo di mille anni, fino al
2030, cioè nel 21° secolo. Il titolo sarà Magic Power Mako. Se
sembra già noto, non c'è da stupirsi: è la traduzione in inglese del titolo di un famoso cartone
animato intitolato Maho no Mako chan. Una quindicina di anni fa esisteva un complesso
rock giapponese che si chiamava proprio così... Forse ai componenti del gruppo piaceva quel
cartone, e così hanno pensato di prenderne il nome, ovviamente tradotto in inglese. Era da
più di dieci anni che avevo in mente quel nome così spiritoso, perciò ho deciso di darlo a
questo nuovo manga, dato che la protagonista è dotata di strani poteri. Ho attribuito questi
poteri a una ragazza proveniente dal futuro, perché penso che i progressi di una scienza più
avanzata di mille anni possano apparire come miracoli, ai nostri occhi, così come un uomo che
è vissuto mille anni fa rimarrebbe allibito vedendoci usare un normale accendino oppure un
walkman. Quindi tutto ciò che viene etichettato come potere paranormale dagli uomini del 2030,
è soltanto frutto di una scienza più progredita di mille anni, e la protagonista se ne serve
con semplicità. La protagonista, Mako, arriverà con una macchina del tempo, come in un qualsiasi
romanzo o film di fantascienza. Personalmente sono contrario all'ipotesi che un apparecchio
del genere possa mai essere costruito: credo sia imposssibile per qualunque civiltà, anche
molto avanzata, costruire una macchina del tempo, come sostiene anche la tesi del dott.
Hawking. Però, dopo essermi molto occupato della macchina del tempo, ho elaborato alcune tesi
che ritengo molto interessanti, quindi credo che per un lettore valga la pena di leggere il
mio nuovo fumetto. Ah, già dimenticavo: attualmente sto lavorando a un altro manga a puntate,
che ho già iniziato a pubblicare. Il suo titolo è Black Moon ed è
serializzato su una rivista della Takeshobo chiamata 'Comic Gamma'. La storia l'ha scritta un
mio amico, mentre i disegni sono miei. Esce un episodio ogni tre mesi circa, perciò non mi
occupa molto tempo. Comunque sia, in questo momento ho ripreso a lavorare sodo.
KM - Sembra che abbia molte nuove idee
in mente, ma vorremmo sapere se ha qualche progetto particolarmente interessante per il
futuro.
IM - Esiste una pubblicazione chiamata 'Jump Novels'. e collegata a questa rivista esce una
collana di romanzi: non sono altro che i manga pubblicati su 'Jump' trasformati in romanzo.
La prossima primavera è prevista l'uscita di KOR in versione
romanzo, per la quale disegnerò alcune illustrazioni e qualche vignetta. La storia si basa
su un casuale balzo nel tempo del protagonista, che si ritrova nel 1994. Il soggetto l'ho
ideato io, ma il romanzo vero e propro lo scriverà il signor Kenji Terada, che è stato anche
lo sceneggiatore della versione animata di KOR. Di comune accordo
abbiamo deciso di ambientare la storia nel 1994, dato che il romanzo sarà pubblicato proprio
quest'anno.
KM - Non è in programma l'uscita di un fumetto, prendendo spunto da questo romanzo?
IM - Per ora non è in programma nulla del genere. I romanzi sono completamente scollegati
dai fumetti. Sarà invece un racconto completo, molto vicino al presunto seguito del manga.
KM - Ma ha qualche intenzione di dare un seguito al fumetto di KOR?
IM - Per il momento sono impegnato nella progettazione di Magical Power Mako
e Black Moon, oltre a Sesame Street,
che considero ancora incompiuta. Quindi, darò un seguito a KOR
soltanto se ne avrò il tempo. Anch'io ne ho molta voglia. ma se dovessi farlo, creerei
sicuramente un manga completamente differente dal precedente.
KM - Lei si inserisce spesso nei suoi fumetti, ma disegnandosi caricaturizzato come una specie
di kappa, il folletto acquatico giapponese. Per quale motivo si rappresenta così?
IM - Qualche anno fa avevo una ragazza che per scherzo mi ritraeva così. Da quel momento in poi
mi sono sempre visto in quella forma...
KM - Come ultima cosa, la preghiamo di
lasciare un messaggio a tutti i suoi fan italiani.
IM - E' stata una grossa sorpresa per me, sapere che le mie
storie, sia a fumetti che in animazione, sono apprezzate anche in Italia. Sono sempre stato
un grande ammiratore di un complesso musicale italiano chiamato Premiata Forneria Marconi
(PFM): ascoltavo sempre la loro musica mentre disegnavo KOR.
Credo che sia stata una coincidenza veramente incredibile, il fatto che il mio manga abbia
avuto successo nel vostro paese. Sono convinto che l'Italia sia al primo posto nei settori
della musica, della moda e dell'arte, quindi è un grande onore venire apprezzato in un paese
così culturalmente avanzato: non riesco ancora a crederci! Comunque sia, vi prego di
continuare a leggere i miei fumetti. Grazie.
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